Le unghie

Le unghie

Rinchiusa dietro le sbarre di un ospedale psichiatrico che ormai la imprigiona da troppo tempo, lo spettacolo racconta le diverse fasi della vita di ANNA, malata psichiatrica.

La narrazione parte fin da quando, nei primi anni ’50, era una problematica ragazzina che si divorava le unghie. All’epoca androgina e già patologica nella sua voracità, veniva costretta dalla madre a lavorare duramente nella bottega di famiglia ancorché solo dodicenne.

Poi un giorno, per caso, Anna conosce un pianista che lavora in una casa chiusa e ci stringe amicizia.  L’uomo è il primo che le dà l’attenzione che merita e Anna, ben presto, ne diventa dipendente. Il pianista le insegna a curarsi le unghie, che diventeranno una metafora della vita della ragazzina.

Anna passa dunque attraverso cinque tipi di unghie che corrispondono ad altrettanti stati d’animo e comportamenti.

Dapprima è una bambina che si divora le pellicine; poi un’adolescente che si cura unghie con lo smalto trasparente e che inizia ad intravedere le sue sembianze di donna; nella fase in cui mette lo smalto rosso, Anna scopre la sua sensualità e il potere che ha sugli uomini in quanto donna. La ragazza finisce poi per sconfinare nella sua maniacale volontà di controllo sugli altri quando usa le unghie finte ed arriva ad un eccesso che farà finire nella maniera più drammatica e feroce possibile la sua permanenza nella casa chiusa.

Alla fine del percorso nell’ospedale psichiatrico, rimarrà solo un’ultima unghia, di cui Anna deve ancora raccontare: quella che è destinata a caderle. Perché? Perché la donna ha ormai deciso di mettere fine alla sua vita, e i morti non hanno unghie… o, almeno, non per molto.

Farà l’insano gesto?

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V.F. Lyndon

V.F. Lyndon

Autrice/ Regista